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Differenze importanti da considerare nel metodo di meditazione
tratto da "Lettere sulla meditazione occulta" del Maestro D.K. tramite A. Bailey

È generalmente riconosciuto che ogni razza ha come caratteristica dominante qualche qualità preminente del corpo emotivo. È la regola generale.
Paragonando le differenze razziali dell’Italiano e del Tedesco, le riassumiamo mentalmente in termini di qualità emotive.
Pensiamo agli Italiani come ardenti, romantici, instabili e brillanti; pensiamo ai Tedeschi come flemmatici, prosaici, sentimentali, cocciuti e dotati di logica intelligente.
Vi sarà allora evidente che questi temperamenti diversi hanno i loro pericoli e che seguendo in modo poco saggio meditazioni inadatte, si possono accentuare virtù al punto da diventare vizi, intensificare debolezze fino a che divengano minacce, e che di conseguenza ne risulterà mancanza di equilibrio e di perfezionamento del corpo causale che è uno degli scopi cui si mira.

Perciò, quando il saggio Istruttore si aggirerà fra gli uomini e assegnerà la meditazione, soppeserà queste differenze razziali, i loro difetti innati saranno eliminati e non intensificati.
[...] Attualmente la maggior parte degli studenti avanzati non percepisce altro che lampi occasionali di illuminazione, ma in seguito potrà essere percepita una irradiazione costante. Entrambi i metodi comportano i loro rischi.
Ai tempi dell’Atlantide la meditazione tendeva a stimolare eccessivamente le emozioni e, per quanto gli uomini raggiungessero grandi elevatezze, precipitavano anche in grandi profondità. La magia sessuale era incredibilmente saliente. Il plesso solare veniva iperstimolato, i triangoli non si susseguivano in modo corretto e i centri inferiori venivano avvolti nella reazione del fuoco con risultati tremendi.

Ora i pericoli sono altri. Lo sviluppo della mente porta con sé il pericolo dell’egoismo, dell’orgoglio, del cieco oblio di ciò che è più elevato, che il metodo attuale mira a compensare. Se gli adepti del sentiero oscuro raggiunsero grandi poteri al tempo dell’Atlantide, oggi sono ancora più pericolosi. Il loro dominio è molto più diffuso. Donde l’accento posto sul servizio e nell’acquietare la mente quali elementi essenziali per l’uomo che cerca di avanzare e divenire membro della Fratellanza di Luce.
L’argomento sul quale ora cerco di impartire istruzioni riveste reale importanza per tutti gli studenti seri della nostra epoca.
Per il genere umano che evolve l’oriente è ciò che il cuore è per il corpo umano; è la sorgente di luce, di vita, di calore e di vitalità. L’occidente è per il genere umano ciò che il cervello o l’attività mentale è per il corpo – il fattore che organizza e dirige, lo strumento della mente inferiore, l’accumulatore di fatti. La differenza, nell’intera costituzione dell’Orientale e dell’Europeo o dell’Americano è tanto grande e così ben riconosciuta che forse non è il caso di indugiarvi.
L’orientale è filosofico, sognatore per natura, abituato da secoli a pensare in termini astratti, amante di astruse dialettiche, letargico per temperamento e lento a causa del clima.

Intere età di pensiero metafisico, di dieta vegetariana, d’inerzia climatica e di rigida adesione a forme e alle più ferree regole di vita, hanno prodotto l’esatto opposto del suo fratello occidentale.  Quest’ultimo, pratico, dedito agli affari, dinamico, rapido nell’azione, schiavo dell'organizzazione (che dopo tutto non è che un’altra forma di cerimoniale) attuata da una mente molto concreta, è acquisitivo, critico e si trova a suo agio quando le cose procedono in fretta e sono necessarie rapide decisioni mentali. Detesta il pensiero astratto, pure lo apprezza una volta che l’abbia compreso e possa tradurlo in fatti sul piano fisico.
Usa la testa più del centro del cuore e il suo centro della gola tende a essere vitalizzato.

L’orientale usa il centro del cuore più di quello della testa e quindi necessariamente i centri della testa che vi corrispondono. Il centro alla sommità della spina, alla base cranica, è più attivo della gola.  L’orientale progredisce ritraendo il centro di coscienza alla testa con una strenua meditazione. Questo è il centro che egli deve dominare; impara con il sapiente uso di mantram, ritirandosi in isolamento e seguendo accuratamente forme specifiche per molte ore al giorno per molti giorni.
L’occidentale mira a ritirare la coscienza dapprima nel cuore, poiché lavora già così tanto con i centri della testa. Opera in prevalenza con forme collettive piuttosto che con mantram individuali e non tanto nell’isolamento, come il suo fratello orientale, ma deve rintracciare il proprio centro di coscienza anche nel frastuono e nel vortice della vita degli affari e nell’affollamento delle grandi città. Impiega forme collettive per conseguire i suoi fini e il risveglio del centro del cuore si palesa nel servizio, donde l’importanza che in occidente viene data alla meditazione nel cuore e alla vita di servizio che ne consegue.  

Vedete dunque che quando la vera opera occulta ha inizio, i metodi possono differire, e così sarà necessariamente in oriente e in occidente, ma la meta rimane la stessa. Si deve tener presente, ad esempio, che una meditazione atta a sviluppare un orientale può essere causa di pericolo e disastro per il suo fratello occidentale.
Lo stesso dicasi per il caso inverso.
Ma lo scopo non varia. Le forme possono essere individuali o collettive, i mantram possono essere cantati da singoli o da gruppi, centri diversi potranno essere oggetto di specifica attenzione, ma i risultati saranno identici. Il pericolo insorge quando l’occidentale basa il suo sforzo su regole adatte per l’orientale, ciò che è stato a volte assennatamente fatto notare. I grandi Esseri, con la loro saggezza, stanno compensando questo pericolo. Metodi diversi per razze diverse, forme diverse per le varie nazionalità, ma le stesse sagge guide interiori, la stessa grande Aula di Saggezza, la stessa Porta dell’iniziazione che immette nel santuario interiore. …

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